Quella di San Giuseppe è una delle feste più amate di San Martino in Pensilis. Non si vive solo in chiesa ma soprattutto nelle case, dove le famiglie preparano gli altari dedicati al santo e li aprono a parenti, vicini e visitatori.
Gli altari di San Giuseppe
Nei giorni che precedono la festa, in diverse abitazioni del paese si allestiscono altari decorati con immagini del santo, fiori, candele e pani lavorati a mano. È un gesto di devozione e spesso di voto, che coinvolge intere famiglie per settimane.
La sera del 18 marzo il paese si mette in cammino da un altare all’altro. In ogni casa i visitatori sono accolti con le screppelle, le frittelle tipiche della festa.
Il 19 marzo: le tredici pietanze
Il giorno della festa sugli altari si offrono le 13 pietanze, piatti semplici della tradizione contadina preparati secondo ricette tramandate di generazione in generazione. Tra questi non mancano i maccarune c’a mejjiche, maccheroni conditi con la mollica di pane.
Processione e fuochi
La festa si chiude con la processione in onore del santo e con i tradizionali fuochi di San Giuseppe, i falò attorno ai quali si raccoglie la comunità per salutare l’arrivo della primavera.
La chiesa di San Giuseppe
Nel centro del paese si trova la chiesa dedicata al santo, ricostruita nel 1728; sul campanile è incisa la data 1410.
Partecipare
La festa è aperta a tutti: visitare gli altari è il modo migliore per conoscere l’ospitalità sammartinese. Il programma viene pubblicato ogni anno dalla Parrocchia e dal Comune.






